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E vissero tutti felici e contanti

“Mi sono sposato a mia insaputa” Claudio Scajola
“Denuncerò chi ha usato soldi del partito per pagare le nozze albanesi di Renzo” Umberto Bossi

Grande festa alla corte della famiglia Cincia: Allegra convolerà a nozze con il suo fidanzato storico, Richard Clochard.  L’evento agita gli animi in casa Cincia: le sorelle della sposa, Triste e Cosicosì, non stanno più nel botulino; il padre della sposa non sta più dentro le spese.

“E vissero tutti felici e contanti” è un agrodolce affresco delle sobrie cerimonie che contraddistinguono i matrimoni contemporanei, secondo i desideri di ogni sposa: arrivo in elefante cartaginese, qualche leggero decoro floreale con baobab della Namibia nella navata, Benedetto XVI come celebrante, banchetto con dodici primi (ai secondi, nessuno degli ospiti è arrivato vivo), torta di dieci piani con ascensore, in una profusione di pizzi, merletti e intere batterie di pentole in acciaio inox penzolanti dagli abiti degli invitati e coup de théâtre finale con fuochi d’artificio e lancio di uno shuttle su Marte.

Ma non tutto è come sembra, nella famiglia Cincia: Carla DiCredito, abile scribacchina, delinea a poco a poco un finale drammatico per questa favola metropolitana.  Cosa tramano alle spalle della figlia Allegra il signor Cincia e sue figlie minori Triste e Cosìcosì? Quale oscura profezia avrà la meglio sulla famiglia Cincia?

Tra inseguimenti, ammazzacaffè, karaoke, richieste di coordinate bancarie, lanci di giarrettiere, stucchevoli esibizioni di carnalità e concessione anticipata delle proprie virtù (solo e soltanto ai più redditualmente dotati) riusciranno Triste e Cosicosì a sottrarsi della maledizione ricaduta su di loro trovandosi un ricco pollo single da spennare?

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Il paltò delle vanità

Carlo Brambilla è un uomo di successo: ha una carriera lanciata a Piazza Affari e vive in un attico in Via Tortona con la moglie Desirée, vetrinista alla Rinascente, e la piccola Sofia, famosa starlette di “Io Canto”.

In un’umida e nebbiosa sera di novembre, Carlo sta tornando da Malpensa in compagnia della sua amante, Consuelo Fumagalli, un’avvenente attivista appena scesa dalla torre Galfa. Mentre stanno discutendo sulla composizione della giunta Pisapia, il Cayenne maculato su cui viaggia la coppia clandestina rischia un frontale con la circolare destra, che quella sera a causa del maltempo aveva svoltato a sinistra.
Per evitare l’impatto Consuelo afferra il volante e sterza bruscamente, investendo Amilcare, una giunonica ragazza che, per motivi oscuri, sostava sul marciapiede. Carlo, sceso prontamente dall’auto per prestare soccorso, si accorge che Amilcare indossa l’ultimo modello di cappotto del noto stilista Gianni Armadi: incapace di resistere al richiamo del lusso, il broker decide di sottrarre il fine capo sartoriale alla vittima e di scappare sgommando in Viale Tibaldi.

Carlo e Consuelo pensano di farla franca e di nascondere il loro crimine, ma il giornalista d’assalto Mario Tormento riuscirà a scoprire il misfatto e smaschererà tutte le nefandezze del vile Carlo, che finirà a San Vittore, abbandonato dalla moglie per un modello di Abercrombie e dall’amante, scelta come concorrente per il Grande Fratello.

Una spietata analisi dei mali moderni, dei costumi contemporanei e della difficoltà di trovare parcheggio nell’Area C. Un altro capolavoro di Tommaso Lupo, da cui è stata tratta la fiction con un cast stellare: Gabriel Garko (Carlo), Elena Barolo (Desiré), Dakota Fanning (Sofia), Anna Safroncik (Consuelo), Pierfrancesco Favino (Mario) e uno straordinario Beppe Fiorello nel ruolo di Amilcare.

La solitudine quando si arriva per primi

Quando l’anticipo diventa un problema e il tempo ti invischia come carta moschicida.

Due persone, due protagonisti: sempre in anticipo a ogni appuntamento, essi si arrovellano in autonalisi pericolose e autodistruttive, avendo tutto il tempo per farlo, cadendo in un vortice di riflessioni sul senso della vita e sul rispetto degli orari, che nemmeno Una discesa nel Maelström può essere tanto agghiacciante. Due persone che arrivando in anticipo ad una visita in ospedale, si incontrano casualmente e stringono una sincera e profonda amicizia che però nasconderà un’insidia.

Se arrivo prima io ti lascio un biglietto se arrivi prima tu buttalo.  Se arrivi prima tu fai un segno con la matita, se arrivo prima io lo cancello.

Si rivedranno? Dovranno darsi appuntamento, e allora chi sarà vittima del suo stesso male, chi invece riuscirà a ad arrivare secondo? La lotta dell’uomo con le lancette e delle lancette con il cinturino, una storia di tocchi e rintocchi, scandita dal tempo che immobile scorre, lasciando i protagonisti come pettirossi del cucù, a girare su una rotaia sempre uguale.

[Credits to: Marko Ferrari]

La ragazza che gli tremavano le mani

 

Alexandra aveva un dono: la delicatezza di un elefante ubriaco nelle mani. Basterà questo a farle realizzare il suo sogno e a trasformarla in una chirurga di fama internazionale?

Adele Parkinson ci racconta una storia toccante e struggente: la quotidiana lotta di ogni mano di merda contro la gravità. Quanta speranza ci vuole per vivere quando tutto quello che tocchi cade a terra?

Dal 8 maggio nelle migliori librerie. Un libro che leggerete in un fiato…se riuscite a non farlo cadere.

Ticket Restaurant

Scandali, soldi, alimenti sono gli ingredienti di questo avvincente romanzo di Preston Trabucchi, che riesce a delineare in modo sorprendente l’alienazione dell’uomo moderno.

Una sordida storia di amori sbagliati e coppie andate a male. Che si sa che dopo un po puzzano, come la ricotta scaduta, ma anche il pesce e gli ospiti.

Ticket Restaurant. Quando l’amore finisce, rimangono gli alimenti. Da maggio sugli scaffali dell’esselunga.

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