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Se non avesse abboccato Adamo

[L’attesissimo seguito del bestseller “A pudor di popolo”. La gente non riesce a tenersi i vestiti addosso dall’emozione]

Se quello stordito di Adamo non si fosse fatto irretire dalle pruriginose moine di Eva, i due non avrebbero mangiato la mela e, quindi, non avrebbero neppure mangiato la foglia. E invece, a causa di ciò, Dio, uscendo allo scoperto, scoprì che avevano scoperto di essere scoperti, scoprendo così il senso del pudore (sai che scoperta…).

Ed è il rifiuto di questo senso del pudore, secondo la Van Scaltz, che sta alla base della concezione filosofica del naturismo. Nel secondo volume, dei tre previsti, dedicati al fenomeno e curati dall’albina studiosa olandese, vengono messe a nudo le radici di un pensiero che vede uomo e natura fusi assieme come pomodoro e formaggio nei sofficini Findus. Partendo dalla mela biblica, l’opera arriva a parlare di pere, meloni, banane, marroni e molto altro ancora. Interessante, infine, il capitolo dedicato all’ideologia non-violenta e anti-repressiva, scritto da Cesare Pestaevìa e intitolato “Dei delitti e del pene”.

A pudor di popolo

“A pudor di popolo” è il primo dei tre volumi dedicati al naturismo e curati dalla glabra studiosa olandese. In questo tomo la Van Scaltz ripercorre il fenomeno partendo dalla sua nascita, risalente all’epoca dell’imperatore romano Augusto Naticone, e frutto del primo caso dell’ormai classico scherzo di rubare vestiti e asciugamani, lasciati sul bagnasciuga, agli amici che han deciso di farsi titillare le pudenda dalle onde del mare.

Spogliando il libro, tra i capitoli più interessanti spiccano “La tetta non è piatta” (in cui si narra della caparbietà di Cristoforo Colombo nel sostenere che nelle terre oltre l’Atlantico vivessero tribù dalla particolare floridezza femminile), “Liberté, égalité, décolleté” (che riscopre il grande apporto della comunità naturista, guidata dai coniugi Sansculottes, alla Rivoluzione francese), “Il ’68: capelloni dalla testa ai piedi” (epoca di cui rimane famosa la rigogliosa acconciatura inguinale cosiddetta “a zampa d’elefante”) e “Palle ovali a bocce ferme” (dedicato al mondo dello sport, con interviste in particolare al rugbista Michael Atishert e alla campionessa saudita Kechà Lezin-Al-Vent).

Un libro tutto da spogliare.

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