Archive | luglio 2012

Trasloco: editoridellamadonna.it

Il progetto degli Editori della Madonna in questi due mesi e mezzo è cresciutè oltre ogni aspettativa e per questo abbiamo sentito il bisogno di dotarci di un sito vero.
Seguiteci su editoridellamadonna.it

Da oggi in poi pubblicheremo tutti i nostri libri sul sito nuovo, anzi la novità del giorno è già online: Porno a legna.

Vi aspettiamo di la!

E vissero tutti felici e contanti

“Mi sono sposato a mia insaputa” Claudio Scajola
“Denuncerò chi ha usato soldi del partito per pagare le nozze albanesi di Renzo” Umberto Bossi

Grande festa alla corte della famiglia Cincia: Allegra convolerà a nozze con il suo fidanzato storico, Richard Clochard.  L’evento agita gli animi in casa Cincia: le sorelle della sposa, Triste e Cosicosì, non stanno più nel botulino; il padre della sposa non sta più dentro le spese.

“E vissero tutti felici e contanti” è un agrodolce affresco delle sobrie cerimonie che contraddistinguono i matrimoni contemporanei, secondo i desideri di ogni sposa: arrivo in elefante cartaginese, qualche leggero decoro floreale con baobab della Namibia nella navata, Benedetto XVI come celebrante, banchetto con dodici primi (ai secondi, nessuno degli ospiti è arrivato vivo), torta di dieci piani con ascensore, in una profusione di pizzi, merletti e intere batterie di pentole in acciaio inox penzolanti dagli abiti degli invitati e coup de théâtre finale con fuochi d’artificio e lancio di uno shuttle su Marte.

Ma non tutto è come sembra, nella famiglia Cincia: Carla DiCredito, abile scribacchina, delinea a poco a poco un finale drammatico per questa favola metropolitana.  Cosa tramano alle spalle della figlia Allegra il signor Cincia e sue figlie minori Triste e Cosìcosì? Quale oscura profezia avrà la meglio sulla famiglia Cincia?

Tra inseguimenti, ammazzacaffè, karaoke, richieste di coordinate bancarie, lanci di giarrettiere, stucchevoli esibizioni di carnalità e concessione anticipata delle proprie virtù (solo e soltanto ai più redditualmente dotati) riusciranno Triste e Cosicosì a sottrarsi della maledizione ricaduta su di loro trovandosi un ricco pollo single da spennare?

Jack l’adattatore

Ci sono libri che ti lasciano senza fiato appena li sfogli, soprattutto se sono pieni di polvere e tu sei allergico.

“Jack l’adattatore” è uno di questi. In una sinfonia distorta che stordisce il lettore con la potenza di un peto vegano, si dipanano le vicende tragi-tragiche (perché qui di comico non c’è proprio nulla) del protagonista. Jack si aggira in una Londra d’altri tempi, in cui il Big Ben si chiamava ancora Little Ben e la regina Elisabetta non aveva bisogno delle calze contenitive, alla disperata ricerca di un buco in cui infilarsi. I suoi vani tentativi lo porteranno prima alla frustrazione, poi alla disperazione, e infine alla stazione, dove sfogherà la sua rabbia violenta su innocenti prostitute, colpevoli ai suoi occhi di rappresentare l’archetipo vivente del pertugio a lui negato.

Lamply dà voce al popolo dei diseredati in un noir il cui fil rouge indaga le zone grigie della società, un romanzo in cui risuona l’eco di un mondo in cui una nota stonata può rompere per sempre l’armonia interiore di un uomo.

 

L’Asifilide

La mitologia ha lanciato per secoli un messaggio rimasto inascoltato; i poemi omerici, ormai, sono lettera morta. Ma un magistrale recupero ell’esimio filologo Menelao Lemani restituisce al nostro patrimonio culturale ciò che l’indifferenza aveva celato.

Lo studioso, pur mantenendo le debite distanze da ogni sua affermazione, mette a nudo la determinante associazione fonosimbolica tra il celeberrimo toponimo della città sepolta e un’indole altrettanto atavica e sotterranea degli esseri umani.

Ed ecco l’Asifilide: la personale, trasgressiva Iliade di Elena di Troia, di nome e di fatto, raccontata dall’insigne grecista Menelao Lemani attraverso gli occhi (e non solo) della sua protagonista femminile.

Un poema epico più vero del vero (di cui l’autore scarica ogni possibile responsabilità al lettore) in cui i personaggi mitologici vestono finalmente il ruolo di cui l’oscurantismo perbenista li aveva privati per millenni: Cagamennone il generale coprolalico, Fuckille, il guerriero biondo, eroe donnaiolo; e ancora Priapo re di Troia, noto frequentatore delle eleganti cene brianzole.

 

[Credits to Anna L.]

 

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