Mabella Detto Date

Giovane è giovane, ma è anche testarda, oltre ad essere un’insolita amante della serie “animali che cantano canzoni con voci umane”.

Parte come assistente personale del console Giustino La Manina, amico intimo di “Hubris”, e proprio tramite la consegna delle ceneri di quest’ultimo incontra “Pardo”. Le mani sudate di Mabella hanno uno strano effetto ipnotico su “Pardo” che colpito allo sterno da quello che pensa essere un infarto e invece è solo lo stinco mangiato a pranzo, dice, qui c’è stoffa per fare un cravatta, o almeno, una gonna molto corta.

Mabella è la traduttrice delle anime della casa editrice, seduta tra Frasnovich Rezzi e Presta delle quali raccoglie le confidenze che “Pardo” si ostina a non voler sentire, dicendo, tutta roba da gallinelle, sonda il panorama editoriale nazionale, di cui è splendida conoscitrice, stendendo la sua ragnatela di conoscenza attraverso ogni mezzo conosciuto, salvo poi spaventarsi della sua stessa tela e rinchiudersi a bozzolo, scrivendo lunghe missive in francese con la lettera 22 che l’accompagna ovunque.

Si  racconta che nelle lunghe notti di preparazione alle uscite dei libri più famosi, lei vaghi cantando La vie en Rose per i corridoi dell’ufficio, stringendo al petto la foto di un ufficiale ussaro, prematuramente spedito a Pechino via Londra, chiamato da tutti “il perfido NiL”.

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