Archive | maggio 2012

La solitudine quando si arriva per primi

Quando l’anticipo diventa un problema e il tempo ti invischia come carta moschicida.

Due persone, due protagonisti: sempre in anticipo a ogni appuntamento, essi si arrovellano in autonalisi pericolose e autodistruttive, avendo tutto il tempo per farlo, cadendo in un vortice di riflessioni sul senso della vita e sul rispetto degli orari, che nemmeno Una discesa nel Maelström può essere tanto agghiacciante. Due persone che arrivando in anticipo ad una visita in ospedale, si incontrano casualmente e stringono una sincera e profonda amicizia che però nasconderà un’insidia.

Se arrivo prima io ti lascio un biglietto se arrivi prima tu buttalo.  Se arrivi prima tu fai un segno con la matita, se arrivo prima io lo cancello.

Si rivedranno? Dovranno darsi appuntamento, e allora chi sarà vittima del suo stesso male, chi invece riuscirà a ad arrivare secondo? La lotta dell’uomo con le lancette e delle lancette con il cinturino, una storia di tocchi e rintocchi, scandita dal tempo che immobile scorre, lasciando i protagonisti come pettirossi del cucù, a girare su una rotaia sempre uguale.

[Credits to: Marko Ferrari]

Lo spaventapassere

Ambientata nel profondo Nord Europa, tra Stoccolma e Luino, la terrificante storia di un serial killer bruttissimo che uccide le donne manifestandosi all’improvviso.

I servizi segreti svedesi, l’Interpol e le ronde padane riusciranno a fermarlo prima che porti a termine il suo piano criminoso, trasformando la finale di Miss Padania in un incubo peggiore di quanto non sia già?

Scopritelo! Se non avete niente da fare.

[Credits to: Marko Ferrari]

Sucai tanto da star male

 

Perché quelle urla disgraziate?
Perchè quella busta vuota?
Perché una scia di zucchero che porta ad una scrivania disordinata?

La risposta nelle pagine scure, morbide e gustose del romanzo che ha fatto innamorare dentisti e gastroenterologi di tutta la Scandinavia ed in parte anche quelli del Wyoming.

Tratto da una storia vera di un uomo che è stato il bambino che ora è l’uomo che è stato quel bambino che ora, non sa, non chiede e non mangia.

In oblio di oliva

Dopo un tragico incidente causato dalla collisione del suo peschereccio con un iceberg al largo dell’isola di Mikonos, il capitano Dalto Bordo ha perso completamente la rotta. A cosa si riferiscono le sanguinose immagini di mattanza che tormentano le sue notti? E chi è Tonno Subito, l’uomo raffigurato nel passaporto che il capitano si è ritrovato nel taschino dell’impermeabile North Sails? Una storia tutta da ricostruire e dal finale ignoto, l’ideale per i lettori che abboccano. 

[Credits to: Bibì]

A pudor di popolo

“A pudor di popolo” è il primo dei tre volumi dedicati al naturismo e curati dalla glabra studiosa olandese. In questo tomo la Van Scaltz ripercorre il fenomeno partendo dalla sua nascita, risalente all’epoca dell’imperatore romano Augusto Naticone, e frutto del primo caso dell’ormai classico scherzo di rubare vestiti e asciugamani, lasciati sul bagnasciuga, agli amici che han deciso di farsi titillare le pudenda dalle onde del mare.

Spogliando il libro, tra i capitoli più interessanti spiccano “La tetta non è piatta” (in cui si narra della caparbietà di Cristoforo Colombo nel sostenere che nelle terre oltre l’Atlantico vivessero tribù dalla particolare floridezza femminile), “Liberté, égalité, décolleté” (che riscopre il grande apporto della comunità naturista, guidata dai coniugi Sansculottes, alla Rivoluzione francese), “Il ’68: capelloni dalla testa ai piedi” (epoca di cui rimane famosa la rigogliosa acconciatura inguinale cosiddetta “a zampa d’elefante”) e “Palle ovali a bocce ferme” (dedicato al mondo dello sport, con interviste in particolare al rugbista Michael Atishert e alla campionessa saudita Kechà Lezin-Al-Vent).

Un libro tutto da spogliare.

Non me ne frega un grillo

Il rinnovato equilibrio (o squilibrio?) naturale del terzo millennio può lasciare senza parole. L’agile libello di Pasqualina da Corcagnano, una-delle-migliori-biologhe-italiane-che-dico-non-ne-puoi-trovare-una-più-braverrima-in-tutto-lo-stivale, traccia un impietoso quadro del sempre più intenso e spesso irrazionale sfruttamento delle risorse naturali e faunistiche. 

Il lettore chiude il volume con un’amara incertezza: dove, dove, dove andremo a finire? Resta solo da chiedersi se un giorno, per dire, vedremo insetti ensiferi governare, seppur per mezzo di mediatori dalla faccia pulita, città di 188.000 abitanti.

Tratto da una storia vera. Talmente vera da sembrare ancora presunta.

Il trafficante d’organi

 

Direttamente dal fiordo di Mijnkyåkeffrĕddhø, il glaciale romanzo d’esordio dell’enfant prodige norvegese sbarca nelle librerie e nei banchi dei surgelati italiani. Con un ritmo incalzante che ricorda l’Ave Maria di Schubert, la trama di questo noir così noir che più noir non si può si aggroviglia su se stessa come l’intestino di un contorsionista, fino a deflagrare in un finale da far sanguinare le gengive.

“Il trafficante d’organi” è il libro che avrebbe potuto scrivere Chuck Palahniuk se solo sapesse il norvegese, un’opera inquietante al cui confronto la trilogia di Stieg Larsson sembra essere uscita dalla collezione Harmony.

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